IO NON CI STO         ( Giorgio Carosone )

 

 

St.   Buona sera gente amica       /      o Signore ve benedica

            e ve faccia sta cuntent’        /       mo’ ch’è arrivato ’o Presidente

   che ve vuole ricreà               /      con il suo spirito  sapiente

   e svergognà tante fetiente    /      che lo diffamano impunemente.

 

   Si  parla di mie raccomandazioni     /     spintarelle e promozioni.

             ma non raccolgo provocazioni         /     falsità ed insinuazioni

             e da buon democristiano                  /      porgo la guancia e do la mia mano

             ma pretendere pure l’ano                 /      certamente non si può.

 

Rit.  No, non si può, non si può, io non ci sto

            se mi chiedete ma allora addo’ stai io non lo so

            io giro, io vago, e non so se ritornerò

            ma  sono sicuro che sto’ presidente tacere non può

               certo che no.

 

St.    Io sono Oscaro Luigi Scalfaro      /          gran presidente e non un bischero

   dall’aspetto assai curiale               /          la erre moscia e palatale

            e mi fece tanto male              /                  chiedere a’ pena capitale

            ma facevo il mio mestiere      /                  d’avvocato e non il prelato.

 

   In verità  il mio catechismo           /       è noto come il mio moralismo

             indosso sempre il mio cilicio         /       e raccomando la par condicio

            e a  na femmina scollacciata        /        ho dato na’ bella strigliata

   ma dire fatti i cazzi tuoi                 /       al Presidente non si può.

 

Rit.    Perché non ci sto, non ci sto, non ci sto

   se mi chiedete ma allora addò stai io non lo so

            io giro, io vago, e non so se ritornerò

            ma non inducetemi in tentazione perché non si può

            ed io non ci sto.

 

Str.   Quand’ero Ministro dell’Interno      /     la mia vita era un’inferno

   con un modesto stipendio mensile    /   100 milioni di vecchie lire

   e tra bollette e piccole spese             /    tiravo a’ cinghia ogni mese

            con una figlia da marità                    /    e  ’o   corredo che avevo da cumprà.

 

 

            A proposito di Marianna        /      pe’ nu’ marite sarebbe una manna

            ha numerosi corteggiatori      /      ma di dote cacciatori

            figlia mia nun te fa frecà        /      stat’ accorta e sienti a papà

   digli miei cari spasimanti       /      state distanti e sentite un po’.

 

 

           

 

 

 

 

 

 

                                                                                              Io non ci sto      pag.2

 

Rit. Io non ci sto, non ci sto, non ci sto

se mi cercate al telefono io non risponderò

se mi scrivete una lettera io non la leggerò

sono la figlia do’ presidente e io non ci sto

e non ve la do.

 

          Str  Pure la vita al Quirinale                  /     non era poi così speciale

    era assillato dai ribaltoni                        chillo sfaccimme  ’e Berlusconi          

teneva solo ’na  cosa  ’a mente       /     andà a votà immediatamente

ma gli dicevo nun me scuccià        /      l’elezione mo’ non se ponn’ fa.

 

Mi ripeteva tu l’hai promesso        /     e mo’ me vo’ fa fesso

e confermava la sua versione         /     pure Cossutta  ’e Rifondazione

ma io insistevo statt’ calmo            /    e aspetta nu’ momento

mandare a casa  ’o Parlamento      /     proprio adesso non si può.

 

 

Rit. No non si può, io non ci sto, e tu che

t’aggie ditte stat’ buone che poi lo farò

ma ora vado e non sono sicuro se tornerò

ma se mi chiedi di sciogliere ’e Camere allora lo so

che io non ci sto.

 

Str. Sono senatore a vita            /                   ed ora sto con la Margherita

piaccio tanto ai pacifisti,      /                  ecologisti e comunisti

e non è che me ne vanti        /                  ma sono sexy per Rosy Bindi

che mi ha fatto un’oscena proposta   /     ma ha avuto subito la risposta.

 

 

Rit.  Io non ci sto, con te proprio no, non ce la fo.

 

 

Str. Penso di vivere eternamente     /    non è pe’ niente ca so’  o Presidente

          e quando verrà sorella morte     /    e do’ Paradiso mi aprirà ’e porte

          io le dirò o impertinente           /     non sai che io sono  ’o Presidente

          ed è una vita che io non ci sto   /    te sputo in faccia  e ’sta pellaccia non te la do, toh.